Tu, io, noi

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Un legame indissolubile che ha origini antiche. Mi hai scelto quando è stato il momento di vivere questa esistenza e il mio grazie è profondo tanto quanto lo è il mistero della vita. Ricordo il sogno che ha annunciato il tuo nome, la sorpresa e le domande sul nesso mistico di quel risveglio. I giorni nell’attesa di te e l’emozione guardandoti piccola e perfetta al di là del vetro; l’innocenza dei tuoi sorrisi, l’eloquenza che incantava e quel gesticolare tutto tuo. Il tempo passa, le sembianze cambiano e l’innocenza sfuma nella consapevolezza di chi siamo oggi: mia figlia, tua madre. Noi. Un legame indissolubile di Amore che si trasforma e che ritornerá, oltre la clessidra del tempo. Ricorda amore mio che «qualsiasi cosa accada, è importante vivere serenamente, con questa convinzione: “Io sono il sole”. Vi possono essere giornate nuvolose, ma il sole continua a splendere sopra le nuvole scure. Anche nei momenti difficili continuate a far brillare il vostro cuore.»

The mirror of life

Non sarà “Un giorno, forse”. Adesso è il momento. Soltanto vivendo fino in fondo in ogni istante, senza risparmiarci, potremo realizzare una vita autentica.

Daisaku Ikeda, Mappa della felicità

Cosa conta di più nella vita? Nasciamo e siamo già preda dei condizionamenti esterni, dei giudizi e della paura. Cresciamo e costruiamo ogni giorno un pezzetto della nostra autostima; amiamo e odiamo, lodiamo e giudichiamo per primi. Il più delle volte siamo spettatori inconsapevoli del tempo che passa. Eppure dentro c’è luce, anche quando viviamo al buio o ci muoviamo nell’ombra! Ognuno con il suo bagaglio di esperienze, con affetti vissuti, mancati o persi per strada. Lasciamo da parte ciò che pensiamo di sapere di noi stessi e degli altri per una volta, e lucidiamo lo specchio dei nostri occhi appannati. Lasciamo riflettere la trasparenza del cuore.

Sic est

Tutto lo sforzo che fai è il tesoro della tua vita, il tesoro della felicità, il tesoro della vittoria.

Daisaku Ikeda, Mappa della felicità

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Photo by Cloudy Thurstag

Felicità è un termine abusato, almeno quanto quello di amore e di amicizia. Spesso richiama alla mente immagini di perfezione, come quella che ho cercato invano fuori di me – a lungo e con affanno – finché ho capito che era sotto i miei occhi: un gioiello incastonato nel cuore. Occorre tempo e una profonda introspezione per prenderne coscienza e, anche quando questo avviene, il rischio di coprire quel gioiello con un panno scuro è sempre dietro l’angolo. Felicità è la lotta che ingaggio ogni giorno con me stessa per lasciare il cuore libero da ogni infrastruttura. È difficile definirla, lo so; dipende molto dal significato che ognuno di noi gli dà ma – in un modo o nell’altro – credo che tutti aspiriamo ad essere felici. In generale viviamo il tempo della felicità relativa, quella che costa meno sforzo e anestetizza il nostro bisogno profondo, finché un qualsiasi fattore esterno interviene a sgretolarla lasciandoci attoniti e disperati. La felicità assoluta  invece ha un altro spessore e, soprattutto, non viene influenzata dalle circostanze esterne perché scaturisce direttamente dalla nostra vita. Eccola risplendere nel nostro gioiello e illuminare ogni cosa di noi e del nostro ambiente! Non la vedi? Guarda meglio. Forse immagini che la vera felicità debba escludere la sofferenza e la fatica, per questo non la noti ancora. Le aspettative ingannano, la felicità assoluta cresce proprio affrontando le avversità e si manifesta in un viaggio che non facciamo mai da soli, perché non esiste vera felicità nei confini del piccolo Io.
Sic est.

Le tre parole più strane

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Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.

Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.
Tutto
una parola sfrontata
e gonfia di boria.
Andrebbe scritta
fra virgolette.

Finge
di non tralasciare nulla,
di concentrare,
includere,
contenere
e avere.
E invece
è soltanto
un brandello di bufera.

Wislawa Szymborska

Good things take time

Quando la determinazione cambia, tutto inizia a muoversi nella direzione che desiderate. Nell’ istante in cui decidete di vincere, ogni nervo e fibra del vostro essere si orienteranno verso quella realizzazione. D’altra parte, se pensate “Non funzionerà mai”, proprio in quel momento ogni cellula del vostro essere si indebolirà, smettendo di lottare, e tutto volgerà verso il fallimento.

Daisaku Ikeda, Giorno per giorno

La strada verso la realizzazione è una scelta individuale, è inutile girarci intorno. Passa attraverso lo sforzo continuo, tra salite e incroci di sofferenza che a volte sembra impossibile lasciarsi alle spalle. Una strada che – fortunatamente – percorre anche discese emozionanti e taglia in due paesaggi da favola. Occorrono buone scarpe, non c’è dubbio! E’ consigliabile un abbigliamento comodo: buona volontà, determinazione e coraggio sono essenziali. Inoltre sarebbe utile viaggiare con una bussola, per orientarsi meglio ed evitare bruschi scivoloni.
Siamo noi a decidere che direzione dare alla nostra vita, anche quando sembra che sia il destino a governare la barca. Uno degli incoraggiamenti di Sensei* che amo di più dice che quando non ce la facciamo più, quando ci sono momenti in cui ci sentiamo con le spalle al muro, senza via di uscita, è proprio allora che si possono aprire davanti a noi nuove opportunità. In quei momenti possiamo trasformare radicalmente la nostra vita, dalla sconfitta alla vittoria, dalla sfortuna alla felicità.
Non basta desiderare qualcosa per ottenerla e non basta solo pregare, bisogna mettere azioni concrete, piantare continuamente semi di speranza anche quando davanti a noi c’è una coltre di nebbia e non vediamo la strada.
Tempo fa, durante un meeting buddista – zadankai è il termine corretto – si è parlato del tema vivere e sopravvivere; in quell’occasione è stato illuminante comprendere davvero il valore di quello che sto vivendo oggi, sentire profondamente che la mia scelta – per nulla scontata – è quella di vivere e che è tutto nelle mie mani. Scegliere ogni giorno di vivere sforzandosi di creare valore per se stessi e per gli altri è un viaggio entusiasmante! Prego quotidianamente per scegliere bene e realizzare la mia vita, per non avere paura della paura stessa di vivere, per vincere la mia fragilità e trasformare le insicurezze in un’opportunità di crescita. Ognuno di noi ha la sua preghiera – o la sua convinzione e tutti abbiamo o avremo difficoltà da superare, perché sono parte del pacchetto che è chiamato vita; ciò che fa la differenza, a mio avviso, è l’intenzione, la decisione e l’atteggiamento con cui si affrontano. Il limite più grande è quasi sempre la paura: di non essere abbastanza, di non credere in se stessi, nella propria Buddità. I limiti però esistono per essere superati! Il segreto – da quello che ho compreso finora – è mantenere la concentrazione sulle cause positive che sono da piantare ogni giorno lungo la strada.
That’s all (o quasi).

* Daisaku Ikeda, nato a Tokyo nel 1928, è un filosofo buddista, educatore nonché prolifico scrittore e poeta. Come presidente della Soka Gakkai e poi della Soka Gakkai Internazionale si è dedicato alla diffusione della pace e dell’empowerment individuale su scala globale attraverso il Buddismo di Nichiren Daishonin, fondando istituti di ricerca sulla pace e l’educazione in tutto il mondo. 

Stringere e buttarsi

Esiste sempre un momento in cui bisogna stringere e buttarsi, invece di aggiungere un altro post-it a un’ipotesi virtuale

Corrado Guzzanti, Vanity Fair n. 45

Esiste sempre il momento in cui possiamo determinare di realizzare qualcosa o decidere di trasformare una situazione che ci fa soffrire. La nostra vita non è statica come lo scatto di una Polaroid – paragone un po’ datato visti i cellulari di ultima generazione ma rende l’idea – pertanto gli effetti di cause negative poste fino all’ attimo prima di decidere, non sono necessariamente destinati ad essere la colonna sonora della nostra esistenza. Ci pensate? Sarebbe peggio di una condanna all’ergastolo perchè quella prima o poi finirà, ma la vita no, lei continuerà. Possiamo cambiare la musica che suoniamo nella nostra vita, ognuno di noi è il cantautore di se stesso – nessun altro – e può decidere in qualsiasi momento di mettere cause di valore. Più che concentrarci sugli effetti che viviamo – soprattutto se non sono belli e stiamo soffrendo – il Buddismo dice che dovremmo preoccuparci di mettere cause e, a rigor di logica, se vogliamo essere felici, dovrebbero essere cause positive. Non so gli altri e non so voi, ma credere che tutti abbiamo il potenziale di trasformare in ogni istante le cose che ci accadono, mi riempie di gioia e mi sprona a decidere di stringere e buttarmi nei sogni che ho nel cuore. E dei post-it che ne facciamo? Ci devo pensare un attimo… ah ecco, ci sono! Buttiamo anche loro, ma nel cestino!

E chi coraggioso non è?

I coraggiosi hanno la forza di spingersi in avanti con determinazione, attraversando con calma gli alti e bassi della vita e avanzando costantemente verso la realizzazione dei traguardi e dei sogni che hanno scelto.

Daisaku Ikeda, I protagonisti del XXI° secolo

Photo by Cloudy Thurstag

Bella domanda! Ho in mente alcune considerazioni, una peró lampeggia come un’insegna al neon all’altezza del cuore – sì, sempre lui – chi coraggioso non è semplicemente non sa ancora di esserlo. Dico questo perchè credo che ciascuno di noi sia perfettamente dotato e quindi in grado di creare valore in ogni situazione. Il fatto è che spesso abbiamo una visuale parziale o distorta del nostro potenziale: finché non crederemo di essere un Buddha – poi ne parleremo – e non faremo della nostra Buddità un’esperienza concreta da raccontare, doti innate come quella del coraggio resteranno nascoste. Oscura oscurità che ci limiti oltre ogni limite, fatti da parte! Il Buddismo giapponese – che pratico da qualche anno – insegna il principio di realizzare le proprie innate capacità. Che vuol dire? Insegna a “manifestare la nostra vera identità, il nostro vero io, a manifestarlo e farlo brillare, illuminando tutto l’ambiente intorno a noi.” E tutto questo cosí come siamo! Rispettando la nostra individualità e il nostro essere unici e irripetibili. Perfetti nella nostra imperfezione, coraggiosi nello sforzo costante di esserlo.

L’ignoto

Grottamare

 «Quando esaminiamo la natura della vita con assoluta illuminazione, notiamo che non c’è un inizio che segni la nascita, e neanche nulla che denoti la morte».

Nichiren Daishonin

Hai paura? Di cosa hai paura? L’ignoto è un vuoto che non ci appartiene, un velo nero che ci nasconde a noi stessi? Oppure è il pieno che manca per essere felici, lo specchio che riflette la verità che non vediamo? Se chiudo gli occhi e respiro piano, posso ascoltare il silenzio. È come essere immersi nelle profondità del mare e osservare la vita manifesta increspare la superficie di onde e di schiuma bianca; la vita che riposa scivola nel tempio ovattato del grande oceano e lì rimane, fluttuando libera e senza pesi, finché sarà tempo di mostrarsi ancora. L‘ignoto che tanto temiamo, in realtà, ci appartiene. Abita i nostri silenzi e ha radici profonde nel cuore dal remoto passato .

 

 

 

 

 

Qui e ora

Photo by Cloudy Thurstag
Photo by Cloudy Thurstag


“Devi vivere nel presente, tuffarti in ogni onda, trovare la tua eternità in ciascun momento.” 
 
Henry Davis Thoreau

Il momento presente determina chi siamo. Una luce di speranza che trascende il fui, il pensai e il feci, e proietta nella scelta di un’azione. Oltre il desiderio c’è la sua realizzazione nel qui e ora. 

La stella del destino

Leers, Francia
Moulin

“Credimi, nel tuo cuore brilla la stella del tuo destino.“ — Friedrich Schiller 

Friedrich forse non conosceva le stelle ma il cuore umano sì; dalla sua forma anatomica all’espressione in versi dei sentimenti che lo abitano, è poesia! 

Cuore e destino sono indivisibili, bisogna avere molta cura del primo per realizzare un destino felice. Il dubbio che questa inseparabilità esista davvero è un espediente, uno tra i tanti che la vita ci presenta: la realizzazione di se stessi passa sempre attraverso la trasformazione del Cuore.