L’orbita del bene

Photo by @catrin_welzstein

Il cuore umano è sensibile, ricco e multiforme, e ha la capacità di realizzare imprese straordinarie. Ma proprio per questo spesso prova grandi sofferenze e tormenti. Al tempo stesso, il cuore umano può cadere prigioniero di un’infinita spirale negativa. Le nostre vite dovranno forse trasmigrare per sempre nei sentieri del male o possiamo riuscire a farle entrare nell’orbita del bene?

Il conseguimento della Buddità in questa esistenza.
Daisaku Ikeda, Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin

Prodigi

Photo by @catrin_welzstein

“…l’indecisione di cui ho sofferto,…mi ha fatto capire quanto le nostre scelte, le nostre decisioni, non dipendano tanto dalla nostra determinazione quanto dagli obblighi, non abbiano a che vedere con il desiderio ma con la rinuncia; e come nella maggior parte dei casi siano gli altri, le circostanze, a scegliere per noi.”

Philippe Vilain – Non è il mio tipo


In qualsiasi momento è possibile invertitre la rotta del cuore: desiderare, determinare e realizzare, indipendentemente da chi o che cosa crei un condizionamento.

La chiave di volta è credere profondamente nel potenziale della nostra vita e “considerare un prodigio già solo il fatto di esistere”.

È il presente l’unica terra fertile che merita di essere coltivata.

My Juzu

Amo il mio juzu.
È stato realizzato con estrema cura da @jutzu_mylife che seguendo il  mio gusto personale, unito alla sua preziosa creatività, ha ritratto esattamente un pezzo del mio cuore. È come se ogni pietra usata per realizzarlo parlasse un po’ di me; è come sentirsi finalmente a casa, protetti dal calore sprigionato dalle cose conosciute. Ecco, sì, stringere il mio juzu tra le mani mi fa sentire a casa.


Qual è il significato del juzu?
“Il juzu è uno degli accessori della pratica buddista. In origine veniva utilizzato nel brahmanesimo e solo successivamente fu adottato dal Buddismo. All’inizio veniva usato dai monaci per contare i giorni oppure per contare quante volte si pregava per il Budda. Il significato letterale dei due ideogrammi giapponesi è “numero di grani”. In pratica questo oggetto veniva usato per contare il numero dei Daimoku recitati [ ].
[ ] Riguardo al juzu esistono dunque vari significati, ma quello più importante indica che, tenendo il juzu nelle mani, noi trasformiamo tutta l’energia derivante dalle sofferenze dei 108 desideri terreni in felicità. Nichiren Daishonin, comunque, non ha scritto nulla di particolare sull’importanza del juzu.”

Tratto dal sito SGI – Istituto Buddista Italiano

Photo by @jutzu_mylife

Resilienza

Photo by @catrin_welzstein

Certe sere, prima di dormire,
penso a un cuore
di sangue e bambù,
allo sforzo di andare fino in fondo
mentre resti al mondo,
di vivere coerentemente e
saziarsi in mezzo alla gente,
scegliere il bene e
respingere il male,
accettare i nemici
perchè siano buoni amici,
distribuire il perdono e
perdonare se stessi.
Certe sere, prima di dormire,
il cuore si fa di gelatina
vibra il tempo infinito dell’attimo
e poi riprende a sperare.

Il cuore dell’altro.

Lo sguardo stanco di chi ha dormito poco e non si preoccupa di filtrare i segni del tempo. Una riflessione personale che è per pochi o per tutti.
Qualunque sia la situazione che stiamo vivendo, è il cuore che è importante. Cresciamo nell’ “errore”, sbagliando spesso i pensieri, le parole e le azioni. Cresciamo mentre cerchiamo faticosamente di costruire non stessi. I legami profondi, in amore e in amicizia, maturano nel tempo; sono quelli che guardano oltre, rispetto agli effetti dolorosi del presente. Quelli che guardano al cuore dell’altro, al suo valore umano e al potenziale d’amore che racchiude in sé. Le difficoltà sono all’ordine del giorno, giungono inaspettate e assumono vesti diverse, coprendo la nostra vita di ansia, incredulità, dubbio, rifiuto, paura e disperazione. Eppure, se prestassimo la giusta attenzione, capiremmo che non arrivano mai a caso; il fatto che la “terra di certezze” tremi è in realtà un’opportunità preziosa di trasformazione. Cresciamo quando la terra trema più velocemente di quando navighiamo il mare calmo della vita. Abbiamo tutti bisogno di guardare di più al cuore dell’altro, di cercare un confronto che nasca dal battito d’Amore, con la volontà di costruire noi stessi insieme all’altro, mai più divisi dall’apparenza delle cose, dalla superficialità di un’impressione o dall’errore umano.

Diventare felici insieme è una sfida reciproca e costante contro l’ego che alberga in ognuno di noi, ed è anche lo scopo più importante della vita.

Profondità

Photo by @catrin_welzstein

Alcuni risvegli sono più difficili. Buongiorno dal suono amaro, occhi pervasi di tristezza, aperti a nuove riflessioni sul senso della vita. Perchè veniamo al Mondo, per esempio, se dobbiamo lasciarlo presto e nel dolore? E quel presto, è una percezione del tempo che conosciamo o racchiude l’eternità? Nascita e morte sono il mistero da svelare sin dalla prima stella, cerchiamo le risposte in una fede o non le cerchiamo, ancorati alla brezza del presente.
Scelgo di credere e credo in un ciclo che emerge e ritorna alla vita fondamentale dell’Universo. L’Universo che abbraccia tutto. Come le onde del mare: l’onda della nascita appare sulla superficie dell’oceano – la vita dell’Universo – mentre quella della morte scompare alla vista e scende in profondità. Una metafora, l’immagine evocativa del mio senso. Torneremo a increspare lo specchio d’acqua riemergendo dalle profondità della vita, un giorno, quando sarà il tempo di evolvere ancora.

Ciao cara Sara.

L’esprit invincible gagne tojours.

Photo by nis-ciu, Paoletta

Ogni giorno è un buongiorno per vivere bene.

Diceva bene Orazio nelle sue Odi: Carpe diem, quam minimum credula postero: “cogli l’attimo, confidando il meno possibile nel domani.

Il futuro non è prevedibile, viviamo apprezzando ogni giorno quel che abbiamo, costruiamo il domani partendo dal presente!

Felicità non è assenza di problemi; felicità è affrontarli e vincerli uno ad uno, mantenendo uno spirito coraggioso e determinato.

L’esprit invincible gagne tojours.