Stupida me

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                      Maggie Cole

Lo sai Babbo (Natale), cosa ho capito di quest’anno? Vediamo… come dirlo in parole povere? Non sono perfetta, ecco! Cosa hai detto? Non occorre una laurea per capirlo? Ah, certo… grazie, eh! Nessuno è perfetto, nemmeno tu! E non fare quella faccia, lo sai da un pezzo che è l’immagine di te sulla slitta a dare l’impressione sbagliata! Niente di male, tranquillo, resti sempre un Babbo doc! Io peró sono stanca di apparire un po’ troppo perfetta gli occhi degli altri, mi fa sembrare irraggiungibile e a volte si crea un confine oltre il quale il dialogo si spezza. La perfezione apparente non lascia trasparire le fragilità, si innesca un circolo vizioso e ci si sente sempre sotto esame,  facendo pensare di dover dimostrare il proprio valore continuamente. A parte che io valgo – tanto quanto vale ogni singolo individuo nella sua unicità, specifichiamo – ma poi, chissenefrega di quello che pensa la gente! Perchè mai dovremmo preoccuparci di dimostrare il nostro valore a qualcuno? Tu lo fai? Sì, sì lo so che sei sulla piazza da parecchi anni più di me e che hai dato mille dimostrazioni del tuo valore, ma insomma, alla fine sei sempre uno di noi, no? Mica ti considererai migliore? Insomma, bisogna che impariamo tutti a parlare con il cuore delle nostre emozioni, mostrandoci nella nostra imperfezione, facendo capire agli altri che noi per primi a volte ci sentiamo piccoli e che abbiamo bisogno di confrontarci per crescere. Un anno sotto esame, ecco come mi sono sentita! Stupida me! Ahimè, le tendenza karmiche! Ansia da prestazione, quando ho iniziato a farti la guerra? E, soprattutto, quando ti ho visto scappare a gambe levate per la prima volta? Il 2018 è stato un anno di grandi #fuggichehaiperso per te e – scusa il francesismo – un anno di grande goduria per me! Grazie Babbo! Certo, devo lavorarci su ancora, ci vuole poco per ritrovarsi sulla vecchia strada… Sí, ho capito, devo ricordare di non guardare a me stessa con gli occhi degli altri. Tranquillo, mi libereró di questa catena e vivró ogni giorno con la volontà fortissima di essere me stessa! Tu peró non dimenticare il camino di casa, eh! No – sai com’é – magari nella tua imperfezione hai scordato la mia parte bambina! Lo sai, vero, che per ogni bambino nel tuo sacco c’è sempre la promessa di un bel dono di Natale?

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Certe sere

Thomas Todd
Thomas Dodd

Certe sere, prima di dormire,

ripenso a quanto sia complicato il cuore, a come sia difficile andare fino in fondo nelle scelte che si fanno.

Come sia difficile restare al mondo, vivere coerentemente.

Vivere in mezzo alla gente,

scegliere il bene e

distribuire agli amici il perdono.

Noel

Tempo di Natale, tempo di rinascita. Ogni momento è giusto per decidere di migliorare noi stessi, per impegnarci in modo nuovo nelle cose della vita, per sfidare i nostri limiti e scegliere di essere felici qui, ora e cosí come siamo. Scoprire che il percorso interiore, il tempo spesso a trasformare noi stessi, è il dono più prezioso da scartare ci sorprenderà. Sotto l’albero, quest’anno, riconosco un regalo che non ha prezzo: la mia famiglia, i miei amici e me stessa, senza la quale non potrei mai provare tutto l’Amore e la gratitudine che sento.

Buon Natale a voi che seguo da un po’, buona rinascita a voi che mi conoscete da ieri. Domani spero che sarà un tempo nuovo da condividere 😍🙏❤🎶☀🌈🎄🎇🎉🎊🎆

Desideri

La vita è impermanente: tutto è passeggero, tutto muta.
I desideri, per esempio, sono il carburate che la muove e la volontà di realizzarli genera un entusiasmo capace di smuovere le montagne. Il coraggio di lasciarli andare peró, quando assumono i toni sbiaditi di vuoti sterili, è ancora più prezioso.
Aprire la vita a nuovi desideri è un tesoro del cuore.

Il cielo

Il cielo non ha mai avuto un potere speciale di attrazione su di me, nessuna nota poetica; poi – un giorno qualsiasi in un luogo qualunque – mi sono persa nell’incanto dei suoi finti confini. Ora lo cerco sia che splenda il sole o che piova sabbia; lo sguardo si sofferma tra le pieghe delle nuvole e la mente è libera di riposare. Cosa è cambiato? Non è il cielo, lui resta fedele alle sue sfumature, ma la percezione della vita e l’intensità di una ricerca spirituale che l’abbraccia nel suo insieme. Sono cambiata io.
Smettere di coltivare solo il proprio giardino rende liberi, tanto da desiderare l’immensità del cielo.

L’istante

Siamo minuscoli nella luce dell’alba e grandi nell’immensità del cielo: la percezione di essere è racchiusa nell’istante di profonda commozione.

S. Postiglione

I conflitti in terra sono niente paragonati alla libertà del cielo. L’errore è sempre quello di pensare a noi stessi come ad individui a sé stanti, chiusi in un’unica visuale o presunta verità, divisi nella possibilità di ascoltare, comprendere e abbracciare profondamente l’altro. Gli sforzi che ognuno di noi compie ogni giorno nel proprio percorso di rivoluzione umana, sono pezzi di cielo colmi di azzurro che, insieme, realizzano l’infinito e creano un valore senza pari.

Nude look

Sia la felicità sia l’inferno esistono dentro di noi, nel nostro cuore.

Daisaku Ikeda

C’erano una volta le aspettative e, ahimè, ci sono ancora: sono come la gramigna, basta poco per ingolosirle e farle uscire allo scoperto. Quatte quatte si fanno spazio e lentamente occupano spicchi di cuore; nessuno più di loro sa coccolare il piccolo Io, illudendolo di essere il centro del mondo. Sono abili manipolatrici dell’umore e bravissime a demolire i castelli di felicità che, faticosamente, abbiamo eretto. Eppure, oggi le considero mie buone amiche; intendiamoci, non di quelle con cui uscire a fare serata ma, quando le vedo arrivare (ormai le riconosco dal vestito spocchioso), è grazie a loro che scopro la fragilità di quelle pareti e posso ricostruirle. Ogni volta più compatte, più resistenti, fino al giorno in cui saranno mura di felicità inviolabili. Eccola lí, già vedo la fortezza del grande Io che costruiró! Accoglierà tutti con gioia, anche le aspettative che, perchè no, per l’occasione indosseranno una nuova veste: completely nude look.

Ingannevole

To change the world, you must first change your mind.

Jimi Hendrix

E poi c’è l’invidia, quel sentimento ingannevole che ci assale alle spalle, a volte in modo inaspettato, altre è già annidato tra le pieghe del cuore. L’invidia ama le maschere ed è un’attrice nata che con trucchi e paillettes inganna tutti, noi per primi. È famosa perchè mentre prova a convincerci di essere altro, crea ombre nel petto e separazioni. Invidia sottile, appena celata, o manifesta e cattiva: invidia. È sempre un’ospite indesiderato e rovina la festa. L’entusiasmo degli altri, quello che nasce da nuovi progetti o dall’impegno nel realizzare la propria vita, a volte rivela i nostri limiti. Il successo degli altri mostra la nostra mancanza d’iniziativa, il proclama di azioni mancate che affiggiamo in bacheca e che, puntualmente, non rispettiamo. Dimentichiamo che dietro quel successo c’è la determinazione, l’impegno e la fatica di chi lo ha ottenuto; c’è la lotta per vincere su se stessi, sulle debolezze, il senso d’inadeguatezza e di impotenza. La paura di non essere abbastanza. Dimentichiamo per convenienza, perchè non siamo pronti ad affrontare la stessa lotta per realizzare la nostra vita. È più semplice dire: «Ah, come piacerebbe anche a me…» lasciando che l’invidia invidiosa faccia capolino e arrivi a imbrattare i pensieri. L’invidia è indice di pochezza anche quando è appena sussurrata ma, come ogni cosa nel Buddismo, può rivelarsi una chiave di volta nel nostro progresso spirituale. Sta a noi trasformare la sofferenza in gioia e possiamo farlo nel momento stesso in cui ci assumiamo la completa responsabilità di ció che proviamo.

Tu, io, noi

                        Thomas Dodd

Un legame indissolubile che ha origini antiche. Mi hai scelto quando è stato il momento di vivere questa esistenza e il mio grazie è profondo tanto quanto lo è il mistero della vita. Ricordo il sogno che ha annunciato il tuo nome, la sorpresa e le domande sul nesso mistico di quel risveglio. I giorni nell’attesa di te e l’emozione guardandoti piccola e perfetta al di là del vetro; l’innocenza dei tuoi sorrisi, l’eloquenza che incantava e quel gesticolare tutto tuo. Il tempo passa, le sembianze cambiano e l’innocenza sfuma nella consapevolezza di chi siamo oggi: mia figlia, tua madre. Noi. Un legame indissolubile di Amore che si trasforma e che ritornerá, oltre la clessidra del tempo. Ricorda amore mio che «qualsiasi cosa accada, è importante vivere serenamente, con questa convinzione: “Io sono il sole”. Vi possono essere giornate nuvolose, ma il sole continua a splendere sopra le nuvole scure. Anche nei momenti difficili continuate a far brillare il vostro cuore.»